La nostra spedizione segreta a Baikonur: alla scoperta delle navette Buran abbandonate
Nel cuore delle vaste steppe del Kazakistan, vicino al cosmodromo ancora attivo di Baikonur, dormono due navette Buran e il loro lanciatore Energia. Affascinati da questi resti di un’epoca passata, abbiamo deciso di partire in spedizione per ritrovare queste reliquie sepolte in una base russa ultra-sicura.
Una Spedizione Pericolosa in Terra Proibita
L’avventura inizia con un viaggio di tre giorni attraverso il Kazakistan, di Da Kyzylorda a Baikonur. Il nostro obiettivo è chiaro: entrare clandestinamente nella base spaziale russa, sempre attiva, senza farci scoprire.
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Per evitare le pattuglie russe, abbiamo aspettato la notte prima di metterci in cammino.
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Un viaggio 30 chilometri a piedi attraverso le steppe kazake era necessario per avvicinarsi alla base.
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Bisognava entrare prima dell’alba per massimizzare la nostra discrezione.
L’approccio era pianificato meticolosamente. Una volta sul posto, abbiamo utilizzato dei tunnel sotterranei per evitare di essere individuati dalle guardie poste intorno alla zona.

Obiettivo 1: Il Lanciatore Energia
La prima missione è stata un successo. Siamo riusciti a raggiungere un enorme magazzino che ospita il mitico lanciatore Energia, un razzo progettato per competere con i più grandi progetti spaziali americani. Ma la tensione è salita: una pattuglia russa è entrata improvvisamente nell’edificio.
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Abbiamo dovuto nasconderci per due ore in un angolo del hangar per evitare qualsiasi rilevamento.
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Una volta eliminato il pericolo, abbiamo deciso di proseguire la nostra spedizione.

Obiettivo 2: Le Navette Buran
Il secondo giorno, abbiamo continuato la nostra ricerca e abbiamo preso di nuovo i passaggi sotterranei per raggiungere l'hangar che ospitava due navette Buran abbandonate.
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Queste navette erano il progetto sovietico equivalente allo Space Shuttle americano.
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Il programma è stato abbandonato dopo il crollo dell'URSS, lasciando queste navicelle abbandonate in uno stato di avanzato degrado.
L'accesso al hangar era una una vera immersione nel passato. La polvere ricopriva le carene delle navicelle, e i resti dell'ingegneria sovietica ci offrivano uno spettacolo impressionante.

Obiettivo finale: lasciare la base
L'esplorazione stava per concludersi. Dopo aver immortalato la nostra scoperta, dovevamo ora uscire dalla base senza essere scoperti.
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La prudenza era d'obbligo per non destare sospetti tra le pattuglie.
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Il viaggio di ritorno è stato tanto faticoso quanto l'andata, con una lunga camminata sotto tensione.
Siamo finalmente riusciti a lasciare la zona vietata senza intoppi, portando con noi immagini e ricordi unici di uno dei più grandi progetti spaziali dimenticati.
Le navette Buran e il lanciatore Energia sono i testimoni silenziosi di un sogno sovietico incompiuto. Oggi, queste reliquie abbandonate suscitano la curiosità di esploratori e appassionati di storia. La nostra avventura ci ricorda che, anche nell'oblio, le grandi ambizioni dell'umanità lasciano tracce indelebili.
Scoprite la nostra spedizione in video su Youtube!
Se questa avventura vi incuriosisce e volete vivere ogni istante come se foste lì, abbiamo catturato tutta l'espedizione in video! Dall'infiltrazione sotto la notte kazaka alla scoperta mozzafiato delle navette Buran, immergetevi nel cuore della nostra esplorazione con immagini esclusive. @chazlerenard @elliothpradet 🚀




